• 11 luglio 2017

Cinque Terre: cosa mangiare dalla colazione alla cena

shutterstock_398832547 (1)

Cinque Terre: cosa mangiare dalla colazione alla cena

Arrivi alle Cinque Terre: sole, mare, panorami mozzafiato, e poi? E poi Focaccia e Sciacchetrà! Ma la tradizione culinaria ligure va ben oltre queste due (notevoli) pietanze. Eccovi una giornata tipo da riempire con cibo e stuzzichini per cogliere a pieno l’arte e la tradizione della costa del levante ligure.

Le Cinque Terre e il cibo: una storia d’amore!

Colazione

 

 

 Cinque Terre

 

 

Focaccia e Cappuccino

 

Un classico, un evergreen per le Cinque Terre. Chiedete ad un locale qual’è il modo migliore per cominciare una giornata e senza dubbio vi risponderà “Focaccia inzuppata nel cappuccino e passa la paura”. Non puoi sbagliare, inizia la tua vacanza con un pizzico di tradizione. Magari la colazione salata non è da tutti, ma la focaccia? Unisce i popoli!

 

 

Merenda e aperitivo pre-pranzo

 

 

Torta di Riso

 

Se dobbiamo fare le cose facciamole bene, non importa che siano le 11 del mattino o meno: dopo la colazione prima di pranzo vi verrà fame. E’ una legge non scritta. Pensavamo dunque, senza esagerare, di prepararvi al pranzo con un trancio di tradizione culinaria (ed ormai anche comica) della Liguria intera: la Torta di Riso (che da noi non è mai “finita”).

In molti storcono il naso, ma per noi la torta di riso non è solo tradizione ma è anche uno stile di vita. Abbiamo mille pietanze tipiche tutte buonissime, ma quando eri un bambino ed andavi in gita e tiravi fuori per merenda la torta di riso facevi strabuzzare gli occhi a tutti i “foresti”. Perchè? Perchè è unica, e soprattutto solo nostra.

 

Pranzo

 

 

cinque terre

 

Antipasto: Acciughe sotto sale e Tortino di Acciughe e patate

1° piatto: Lasagne al Pesto

2°piatto: Insalata di Polpo

Contorno: Verdure ripiene

Dolce: Torta Monterossina

Siete pronti? Non sarà qualcosa di semplice e delicato come si pensa per la cucina del nord Italia, quando vogliamo diventiamo leoni, ecco, ora che siete pronti psicologicamente cominciamo con qualcosa dal gusto deciso e salmastre: acciughe sotto sale e tortine di acciughe e patate. L’accoppiata è vincente: acciughe direttamente da Monterosso pescate in giornata e senti subito il profumo del mare e il calore delle lampare.

Poi cominciamo a fare sul serio, il primo piatto è un piccolo capolavoro, anziché fare una scelta scontata con le trofie vogliamo stupirvi con qualcosa di più elaborato: le Lasagne al Pesto. Tipiche, uniche, particolari,  pesto e besciamella vi faranno scoprire un nuovo grado di perfezione culinaria. Per secondo mettiamo a confronto due piatti importanti, l’insalata di polpo con patate prezzemolo ed olio, classica, tradizionale e con il polpo che si scioglie in bocca, e come contorno verdure ripiene con mortadella uovo e verdura. Tutto questo ovviamente accompagnato da un doc bianco delle Cinque Terre,  il regionale accompagna necessariamente col nostrano.

 

Aperitivo

 

 

shutterstock_398832547 (1)

 

 

Non puoi andare direttamente a cena, il nord chiama l’aperitivo, e noi massimo alle 18 e 30 siamo con le gambe sotto al tavolo, di fronte al mare ed un bicchiere di vino bianco Cinque Terre Doc che accompagna l’inizio della serata. Niente di usuale, niente patatine ed olive come vuole la tradizione, noi accompagniamo con focaccia e torta di verdura per spezzare l’appetito, secondo voi funziona? Ovviamente no, in realtà si apre una voragine da riempire in qualche modo, a quel punto andiamo a cena ed il menù continua ad adattarsi alle sfumature del mar Ligure ed all’originalità delle sue onde.

 

Cena

 

 

WhatsApp Image 2017-07-10 at 15.49.02

 

Antipasto: frittelle di baccalà e acciughe ripiene

1° Piatto: spaghetti allo scoglio

1° Piatto: Trenette al pesto con fagiolini e patate

2° Piatto: muscoli ripieni ed muscoli alla marinara

2° Piatto: Tian di Vernazza

Si non ci stiamo andando leggero, tutte le pietanze elencate sino ad ora sono piatti paradisiaci, che solo a descriverli viene l’acquolina in bocca, ma leggeri direi che proprio che non sono. Però che diamine, quante volte si va in vacanza? Pochissime, e noi che siamo del luogo non possiamo fare a meno di condividere i nostri segreti con il viandante che passa.

Per cena sentitevi liberi di scegliere le vostre opzioni, per i primi piatti vi suggeriamo sia di assaporare il profumo del mare (più fresco non si può, mi raccomando) che il profumo della tradizione centenaria che (scusate la battuta) è un evergreen. Cerchiamo di presentarvi una variante al classico primo con trofie al pesto per suggerirvi un piatto ancora più tipico del tipico, il piatto povero che la nonna arricchisce con fagiolini e patate per esaltare il sapore del pesto, avete mai provato? Chiedetelo, fidatevi, fagiolini freschi e patate a cubetti aggiunte nell’acqua di cottura, cavallo di battaglia della nostra tradizione.

 

ricette delle cinque terre

 

Cosa sono i muscoli? Sono il nostro fiore all’occhiello. Per altri cozze, per alcuni mitili, per noi semplicemente muscoli. Ci sono due modi di mangiarli davvero: il primo è ripieni, con quel bel sughetto appena accennato che si impreziosisce del sapore del mare e diventa motivo di litigio per chi ha più diritto a fare scarpetta, e il secondo è alla marinara, un “concone” di muscoli col limone mangiati a perder fiato. In entrambi i casi non è solo mangiare, ma esprimersi, assaporare lentamente la freschezza della tradizione e capire perché la popolazione della liguria è così attaccata alla sua terra e soprattutto ne è gelosa.

 

Dolce

 

 

golden globe

 

 

 Sciacchetrà e canestrelli liguri

Il dolce è certamente importante, c’è sempre spazio nello stomaco per concludere. In questo caso cercate lo Sciacchetrà, il vino passito che per noi delle Cinque terre è oro liquido, chiude di diritto la corsa. Questo vino è prezioso non solo per il suo valore economico, ma anche e soprattutto per il valore emotivo che si lega alla difficoltà della sua produzione, alla pazienza del vignaiolo che lascia riposare e passire per due lunghi mesi i grappoli d’uva migliori faticosamente raccolti fra i terrazzamenti delle Cinque Terre. Il risultato è quantitativamente minimo, dopo la vendemmia e la lavorazione i nostri nonni riuscivano si e no a produrre una ventina di bottiglie di questo nettare, per cui va bevuto con cognizione di causa: si è dei privilegiati. Ma… berlo da solo? Assolutamente no, accompagnatelo con dei Canestrelli liguri dentro cui inzupparli.

Alla fine della serata sarete pieni, certo, ma anche felici e soddisfatti.

 

 

Forse abbiamo esagerato, ma avremmo così tante cose ancora da suggerire sulla bontà culinaria della nostra tradizione! Per ora provate e assaporate la nostra storia, la tipicità della nostra cucina, poi ci farete sapere se davvero in Liguria e nel Parco Nazionale delle Cinque Terre si lesina con parsimonia sul cibo!